Uscita didattica al MUSEO ARCHEOLOGICO di Fratta Polesine

Martedì 31 Marzo, noi bambini di classe prima e seconda, siamo andati al MUSEO ARCHEOLOGICO di Fratta Polesine, un piccolo paese in provincia di Rovigo, poco lontano dal fiume Po.

 

Siamo andati in questo museo, non lontano dalla nostra scuola per scoprire:

•un museo poco conosciuto

•i resti materiali di importanti villaggi che si trovavano sul fiume Po e circa 3000 anni fa avevano sviluppato il commercio dell’ambra

•il fiume Po, la sua importanza per la Pianura Padana, in particolare per le terre che abitiamo e coltiviamo.


Il museo di Fratta Polesine si compone di due sale. La sala al piano terra è formata da teche che custodiscono reperti di uso quotidiano come le pentole di terracotta, le zappette di corno di cervo, i pettini di osso, le fibule di bronzo…

Nella sala del piano superiore le teche custodiscono molti OSSUARI cioè vasi di terracotta che contengono le ceneri di questi uomini, vissuti 3000 anni fa. 

La nostra visita, con le archeologhe Elisa e Letizia, è iniziata con il racconto del MITO GRECO DI FETONTE

Questo mito è la storia semplice con cui gli antichi Greci spiegavano l’origine dell’ambra.

Le pietre d’ambra erano le lacrime delle Eliadi, sorelle di Fetonte. Per la sua morte avevano continuato a piangere per quattro mesi di seguito.

Gli dei impietositi trasformarono le Eliadi in pioppi, le gambe diventarono le radici, le braccia i rami e le lacrime, perle d’ambra.

I Greci non avevano le nostre conoscenze scientifiche. Erano grandi osservatori della natura e pensavano che ogni cosa fosse regolata da una divinità

Con questo mito gli antichi Greci volevano spiegarci l’origine dell’ambra, una resina di alberi molto vecchi che, solidificandosi, diventa dura come una pietra e viene lavorata per fare splendidi gioielli.

L’ambra arrivata dell’Europa del Nord e dell’Est in particolare dai paesi del Mar Baltico.

I commercianti d’ambra, attraverso i fiumi, arrivavano sul Delta del Poe lì concludevano molti affari con i greci che arrivavano dal Mar Mediterraneo.

Probabilmente l’ambra non è una resina fossile dei pioppi ma i greci, nel Mito ci parlano delle lacrime dei pioppi che diventavano perle perché le terre del Delta erano ricche di boschi di pioppi.

Il fiume Po nel tempo, con i detriti, ha costruito la Pianura padana. Anche Fratta Polesine era un porto fluviale ma oggi è un piccolo paese agricolo del Veneto perché i fiumi, con i detriti, hanno aumentato le terre e portato il delta più avanti.

Durante la nostra visita abbiamo fatto una caccia al tesoro che consisteva nel trovare o disegnare gli oggetti di una scheda che ci avevano dato le archeologhe.

Nelle vetrine del Museo abbiamo riconosciuto una pentola di terracotta, un pettine di osso lavorato, una zappetta di corno di cerco, una fibula di rame per chiudere i vestiti, una spada rotta in tanti pezzi, un sonaglio di terracotta, dei piccoli animaletti di argilla.

La caccia al tesoro ci è piaciuta tanto perchè abbiamo imparato tante cose nuove e come tesoro abbiamo avuto un’immagine del Carro del Sole da colorare. 


Nella seconda parte della nostra visita abbiamo osservato gli Ossuari della sala superiore. Per gli uomini antichi le persone morte diventavano come degli dei, quindi pregati e adorati. Anche gli uomini di Fratta tanto si davano da fare per i loro morti che venivano sepolti nelle Necropoli, città dei morti.

In un video abbiamo visto la sepoltura di un Capo Villaggio. Il suo corpo defunto viene portato in processione alla Necropoli e bruciato nella Pira sacra.

Poi le sue ceneri, i pezzetti di ossa e quanto resta del suo corpo vengono lavati , profumati e messi in un Ossuario insieme ad alcuni oggetti importanti del defunto.

Nelle vetrine del Museo abbiamo riconosciuto la tomba di un bambino perché nel suo CORREDO FUNERARIO c’erano dei giochi di terracotta come le biglie e gli animaletti.

Abbiamo concluso la nostra esperienza con un laboratorio dove abbiamo costruito delle biglie di terracotta per giocare come facevano i bambini di 3000 anni fa.

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