Una gita speciale: una bella lezione di Educazione alla Cittadinanza

Venerdì 4 novembre 2016, noi ragazzi di IV e V siamo andati a Legnago (VR) in visita alla Caserma “Donato Briscese” in occasione della giornata chiamata “Caserme aperte”. Abbiamo colto al volo l’invito di un papà di un nostro compagno, Lorenzo di cl. 5^, che presta servizio proprio in questa caserma.

 

Il 4 novembre è un giorno importante perché si festeggiano molti eventi: la fine della prima guerra mondiale, l’Unità d’Italia, le forze armate, i Caduti nelle guerre italiane, cioè i tanti giovani che hanno perso la vita per darci un paese libero e democratico.

Alla Caserma “Donato Briscese” abbiamo conosciuto tanti giovani militari che fanno parte dell’esercito italiano, una delle cinque forze armate.

Un tempo l’esercito era formato da soli maschi. Ogni maschio italiano, compiuti i diciotto anni, doveva obbligatoriamente passare un anno di addestramento in caserma. 

Dopo il 2000 la leva militare non è stata più obbligatoria; oggi il nostro esercito è formato da uomini e donne, tutti volontari.

Fortunatamente da oltre settant’anni gli Italiani vivono in pace, così il nostro esercito è impegnato a portare la pace nei paesi dove purtroppo infuriano ancora guerre sanguinose, come in Iraq dove i soldati italiani difendono una diga sul Fiume Tigri.

Un altro compito dell’esercito italiano è quello di intervenire nelle situazioni di calamità come il terremoto, le alluvioni, le nevicate, le frane… Durante la nostra visita abbiamo osservato due grossi mezzi per spostare macerie e spazzare la neve, mentre altri sono ad Amatrice, nelle zone terremotate. Con piacere abbiamo appreso che i soldati stanno predisponendo delle scuole prefabbricate per i nostri amici di Norcia, che presto torneranno a scuola.

La nostra visita è iniziata con l’alzabandiera, un momento molto emozionante, insieme ai soldati abbiamo cantato l’Inno di Mameli, con la mano sul cuore come quando gioca la nazionale di calcio.

 

Dopo aver visto due brevi filmati sulla prima guerra mondiale e sul ruolo attuale dell’esercito, abbiamo proseguito la visita andando a provare alcune radio usate dai militari, in qualsiasi parte del mondo si trovino.

I soldati ci hanno spiegato che nel loro lavoro la comunicazione è la cosa più importante. Non adoperano mai i cellulari ma radio di diversi tipi, a seconda degli usi che ne devono fare.

Abbiamo potuto osservare un paracadute, era molto grande e di tessuto leggero.

Dopo il comandante ci ha fatto salire su di uno spazio che simulava la carlinga di un aereo, ci ha disposto su due file e ci mandava dei segnali per mandarci il tempo del nostro lancio. Quando ha fatto scattare la luce verde ci ha lanciato, naturalmente il nostro lancio era immaginario, ma abbiamo capito cosa succede quando si lanciano i paracadutisti.

Abbiamo indossato l’attrezzatura del paracadutista, era davvero pesante…

Poi siamo passati ad osservare i robot con cui disinnescano le mine. Era molto interessante vedere questo braccio meccanico che fa un lavoro prezioso, soprattutto quando la guerra è finita, ma le strade, i campi, insomma il territorio resta disseminato di mine che uccidono o rendono invalidi anche molti bambini. 

Abbiamo concluso la nostra visita con gli infermieri e i medici che intervengono quando i soldati hanno dei problemi di salute o vengono feriti.

 

La visita è stata molto interessante, abbiamo fatto tante domande e qualcuno di noi ha detto che, da grande vuole diventare un soldato per diffondere la PACE.

In classe abbiamo riflettuto sul fatto che la pace va conquistata giorno per giorno; per avere pace bisogna volerlo a tutti costi e saper fare anche piccole rinunce.

Dobbiamo cominciare dalla nostra piccola realtà, dalle situazioni in cui viviamo: la scuola, la famiglia, la squadra di pallone, il gruppo degli amici. A volte non ci rendiamo conto che anche qui ci sono delle piccole guerre e dobbiamo fare il possibile per evitarle. In fin dei conti spesso basta un sorriso, una parola, una mano tesa.

Infine non possiamo dimenticare che nel mondo ci sono ancora tante guerre e che ogni giorno ragazzi come noi soffrono o peggio ancora muoiono nei conflitti.

Senza contare quei bambini che vengono rapiti, arruolati, armati e costretti ad uccidere come i bambini soldato.

La festa del quattro novembre non può essere solo un ricordo del passato, ma deve diventare un progetto di pace per il nostro futuro.

Successivamente, a scuola, ci siamo divisi a gruppi per approfondire quanto osservato durante questa uscita, riflettendo sull’importanza della Pace e cercando di capire perché ci sono state e ci sono ancora, purtroppo, le guerre… Inoltre abbiamo potuto verificare che molti artisti non hanno potuto restare indifferenti davanti a un conflitto che ha messo in gioco i più alti valori dell’umanità, realizzando opere d’arte che testimoniano la crudeltà della guerra. 

Noi ci siamo soffermati sul quadro “GUERNICA” di Picasso. Abbiamo osservato quest’opera cercando di capire il suo significato globale  e chi sono le figure rappresentate, non certo chiare e distinte. Ecco alcune nostre interpretazioni.

Abbiamo immaginato di tagliare il quadro in 4 parti per poi disegnare la parte che ci è stata assegnata. Una volta conclusi i vari pezzi li abbiamo assemblati, ricostruendo così l’opera. 

Ecco il risultato realizzato da 2 gruppi di alunni.

Ecco come noi alunni di cl. 4^ – 5^ - abbiamo cercato di rappresentare ……

LA GUERRA

 

LA PACE

Abbiamo poi lasciato volare la nostra fantasia immaginando… 

E SE LE ARMI SPARASSERO…

IL NOSTRO PERCORSO SI E’ POI CONCLUSO CON LA VISITA ALLA CASERMA “DONATO BRISCESE” DI LEGNAGO, SEDE DELL’8° REGGIMENTO GENIO GUASTATORI PARACADUTISTI “FOLGORE”.

Ecco alcuni disegni che testimoniano quanto osservato.

 

Lavoro (testi e cartelloni) realizzati a classi aperte: 4^- 5^.

Ultima modifica il Mercoledì, 07 Dicembre 2016 17:06

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